
Quarantaquattro strumenti per pubblicare la tua musica da solo senza sbagliare i passaggi che costano soldi. Le guide si leggono, i fogli di calcolo si compilano e fanno i conti da soli.
Oggi metti online un brano in dieci minuti e ti costa trenta euro l’anno. Questa è la parte facile, ed è quella che ormai conoscono tutti.
Poi arriva il resto. I codici. Il deposito. Chi incassa cosa, e quando. Il pitch al distributore. La stampa. I contratti con chi suona con te. Le tasse su quei quattro spiccioli che tornano. Nessuno te lo spiega, e ogni pezzo che sbagli lo paghi — qualche volta in soldi, molto più spesso in lavoro buttato via.
«Uno su un milione ce la fa» è la frase che sentirai ripetere. Noi in sei anni abbiamo pubblicato duemila brani e nessuno è mai entrato in una playlist editoriale. Lo dico perché è vero, e perché chiunque ti racconti il contrario ti sta preparando a venderti qualcosa.
Quello che invece ho imparato è come non buttare via il lavoro: come uscire nel modo giusto, come farti trovare, come farti pagare quello che ti spetta. Meno romantico ma molto più utile.
44 strumenti divisi in tre moduli. L’elenco è qui sotto per intero: non ci sono sorprese in negativo, anzi nel tempo riceverai tutti gli aggiornamenti dell’opera!
Dal master chiuso alle quattro settimane dopo l’uscita. Codici, deposito, distributore, stampa, playlist, radio, video, social, pubblicità.
Quello che viene prima e dopo il singolo brano: il progetto, i soldi che servono, la lista, il team, i contratti, il live, il merchandising, i bandi.
Le fonti di reddito una per una, il diritto d’autore, i diritti connessi, le royalties, il catalogo, e la parte fiscale che nessuno ti spiega.
Insieme ai moduli trovi la «Presentazione dell’opera», che spiega come è fatto il materiale, e «Da dove si comincia», che ti dice da quale file partire in base a dove sei adesso. Sono tre percorsi diversi: chi non ha ancora pubblicato niente non parte dallo stesso punto di chi ha già un catalogo da sistemare.
Qui sotto ci sono pagine vere prese dai file, non grafiche finte. La qualità di un foglio di calcolo si vede solo mostrandolo: il piano di uscita calcola da solo le settimane che mancano all’uscita, e la presentazione dell’opera è il primo documento da leggere.

Mi chiamo Marco Gatti. Faccio il produttore discografico e dal 2010 mando avanti Artisti Online, un’etichetta indipendente italiana: distribuzione, metadata, ufficio stampa, playlist, contratti, incassi. Tutto il lavoro sporco, fatto in casa.
Scrivo canzoni da quando avevo quindici anni e ho pubblicato più di mille brani per centinaia di artisti. Questi file non li ho scritti per venderli: esistono perché a un certo punto mi sono serviti, e li uso ancora oggi. Li ho messi in ordine perché potessero servire anche a chi non lavora con noi.
